Origine: REGIONE LAZIO

Periodo: NOVEMBRE – MAGGIO

Insieme al Broccolo, nel Lazio uno tra gli ortaggi più apprezzati e coltivati è il Carciofo Romanesco, anche conosciuto come “mammola” o “Re dell’orto”.

La sua coltivazione è tipica dei comuni di Ladispoli e Cerveteri, situati a circa 40 km dalla Capitale, ma si estende anche in altri comuni della provincia romana, oltre che nelle province di Viterbo e Latina.

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Storia

La denominazione del prodotto è di origine araba, popolazione che coltivava il prodotto già dal IV secolo A.C. col nome di “Al-karshuf”.

Nelle campagne Laziali, la coltivazione del Carciofo Romanesco avviene sin dall’epoca etrusca, come sostenuto dal botanico Giuliano Montelucci.

Anche nella letteratura latina troviamo diversi riferimenti a questo prodotto. Il primo a parlarne fu Lucio Giunio Moderato Columella nel suo De Re Rustica, che lo descrive come un ortaggio apprezzato dagli amanti del vino e ne descrive modi e tempi di coltivazione, oltre al periodo di coltivazione: la primavera, che in un versetto della sua opera descrive come “Il tempo che il mondo si scalda”.

Successivamente, sia Plinio il Vecchio che Apicio ne descrivono proprietà medicinali e suggeriscono diverse ricette da realizzare con il Carciofo Romanesco.

La diffusione vera e propria nella Regione Lazio si ha a partire dal XV Secolo, occupando ben presto un posto importante nella gastronomia Laziale. Oggi questo prodotto è presente in molte cucine e ricette sia regionali che nazionali.

Caratteristiche

Il Carciofo Romanesco è una pianta erbacea poliennale, dalle gemme si sviluppano fusti ramificati. Il colore è un verde ‘cenerino’, la forma è sferica ed è caratterizzata da un foro all’apice. Il Carciofo Romanesco non ha spine, è dolce e gradevole al palato.

Nelle zone di Ladispoli e Cerveteri, le due cultivar prodotte sono la “Castellammare” e la “Campagnano” rispettivamente nei periodi di gennaio e Marzo; la loro raccolta si conclude a Maggio.

I terreni migliori in cui coltivare il Carciofo sono profondi, neutri e ben drenati, caratterizzati inoltre da un clima mite.

Il Carciofo Romanesco non ama le temperature fredde, ti consiglio dunque di consumarlo fresco e di evitare la conservazione in frigorifero.

Curiosità

Dal novembre 2002, la denominazione di Carciofo Romanesco del Lazio è riconosciuta come Indicazione Geografica Protetta (IGP) dall’Unione Europea, primo prodotto in Italia ad ottenere questo riconoscimento.

Nei comuni di Ladispoli e Campagnano (RM) e Sezze (LT), ogni anno si realizza una sagra dedicata a questo prodotto, segno evidente dell’ampia diffusione sul territorio da parte di questo prodotto.

Produttori:

Principali Produttori

  • Carciofi Romaneschi di G.Troiani
    Roma
  • Az. Agricola Mari F.
    Ladispoli (RM)
  • Az. Agricola Guernaccini Claudio
    Ladispoli (RM)
  • Az. Agricola Leccesi Angelo
    Ladispoli(RM)
  • Az. Agricola Orlandi Antonio
    Cerveteri (RM)
  • Az. Agricola Roman Giorgio
    Cerveteri (RM)
  • Az. Agricola Seri Emilio, Luigi e Giancarlo
    Fiumicino (RM)

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