Origine: ITALIA

Periodo: FESTE DI NATALE

Non solo torrone, pandori e panettoni: il periodo Natalizio delle grandi abbuffate, nel Centro Italia, è caratterizzato da un altro dolce artigianale, tramandato per secoli fino ai giorni nostri: il Panpepato.

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Storia

Il nome di questo prodotto ha una dubbia provenienza, da cui è nata una doppia interpretazione: ai tempi medioevali era chiamato Pan Papato, in quanto prodotto prelibato realizzato nei conventi e nei monasteri e destinato agli alti prelati, in seguito la trasformazione in pepato per l’aggiunta, nella ricetta, del pepe.

La forma, a “papalina”, ricorda però ancora oggi le origini legate al mondo ecclesiale. Nel tempo, la produzione di Pampapato (o Pepato, come dir si voglia!), si è ampliata in tutto lo stato Pontificio, tanto da arrivare da Roma a Ferrara e Siena ed essere, oggi, tipico anche della pasticceria Ternana.

In particolare, nella città di Terni, l’origine risale al XVI secolo, proveniente dal lontano oriente insieme alle spezie presenti nelle carovane. Da li la ricetta è cambiata nel tempo e sono stati aggiunte le noci, gli agrumi e il mosto cotto, che a Terni viene appositamente imbottigliato per il pampepato.

Entrambe le città, ad oggi, ne rivendicano la paternità. A Ferrara, ad esempio, si dice che nel 600 le monache del Monastero del Corpus Domini abbiano creato il dolce, ispirandosi al grande cuoco rinascimentale Cristoforo da Messisburgo, per le grandi personalità dell’epoca. A differenza del panpepato del centro-Italia, quello di Ferrara è ricoperto di cioccolato fondente ed è legato alla tradizione di preparare i ‘pani arricchiti’ nelle festività Natalizie.

A Siena, il Panpepato è l’antenato del più conosciuto Panforte. Nell’800, alla ricetta dell’epoca si aggiunse lo zucchero a velo dando al prodotto il nome di Panforte Margherita, in onore della Regina Margherita.

Nella città di Palestrina, in provincia di Roma, già all’epoca dei principi Colonna e Barberini, in seguito signori di Palestrina era solito portare in dono da parte dei sudditi proprio il pampepato. Negli anni, la preparazione del dolce si è allargata a tutti i Monti Prenestini.

Nella Regione Lazio la tradizione del Panpepato non si è trasmessa solamente a Palestrina, ma anche ad Anagni, città famosa per aver dato i natali a ben quattro pontefici:

  • Innocenzo III
  • Alessandro IV
  • Gregorio IX
  • Bonifacio VIII.

Ingredienti

Essendo un dolce artigianale, non esiste una ricetta né ingredienti che ne caratterizzano la produzione. Ad ogni modo, questo dolce viene prodotto principalmente con cioccolato, noci, miele e frutta secca, ma a seconda della zona d’Italia in cui ci si trova, si può trovare il panpepato preparato con ingredienti diversi.

Gli unici ingredienti su cui sembra si sia d’accordo in tutto lo stivale sono tre: noci, mandorle e nocciole.

Preparazione

Per realizzare il panpepato, tagliate a pezzi noci, mandorle, nocciole e cioccolato. Aggiungete poi la frutta secca a vostro piacimento (ad esempio: canditi, uvetta o noce moscata).

Successivamente, riscaldate il miele in un pentolino a bagnomaria fino a renderlo bollente, successivamente mescolatelo con gli altri ingredienti, aggiungete poi la farina ed amalgamate bene il tutto.

Infine, create dei panetti da cuocere in forno 20 minuti a 170°. L’impasto del Panpepato deve poi riposare per dodici ore prima di essere gustato.

Curiosità

Oltre alla sua storia, decisamente caratteristica, ulteriori La diffusione di questo dolce è talmente elevata che ben tre regioni del centro Italia (Umbria, Toscana e Emilia Romagna) hanno ottenuto il riconoscimento come prodotto tradizionale. Il panpapato di Ferrara, ad esempio, nel 2015 è stato riconosciuto come prodotto IGP, entrando così a far parte dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto del MIPAAF.

Conosci una storia diversa o ingredienti che caratterizzano il Panpepato nella tua zona di provenienza, oppure forni che lo producono?

Contattaci e segnalaceli!😉

Produttori:

Forni e produzione propria di diversa provenienza 

  • Terni
  • Siena
  • Ferrara
  • Palestrina (RM):
    – Pasta all’Uovo Salomone
       di Monica Salomone

Dove trovarlo?

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